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  di: Giuliano Pisciotta
  Veleno nella coda
 

 
Finisce nel peggiore dei modi la regular season della Nocerina: due errori difensivi che regalano la vittoria, comunque meritata, all’Igea Virtus; “velato” incubo play-out in attesa delle decisioni della Disciplinare, previste per giovedì; pesantissima contestazione dei tifosi della tribuna al tecnico rossonero Chiancone, che risponde con gesti molto eloquenti mentre rientra negli spogliatoi. La cronaca di una domenica a dir poco nera per la Nocerina, che evidenzia un grande nervosismo in campo, nonché la mancanza di “polso” nel dover gestire una gara che, era ben noto, i molossi avrebbero potuto e dovuto giocare con maggiore tranquillità rispetto all’Igea Virtus. Erano infatti i barcellonesi ad aver bisogno assoluto di vincere per evitare l’incubo dei play-out; ai padroni di casa bastava un pareggio per chiudere dignitosamente una stagione caratterizzata da tanti punti persi in modo ingenuo, ultimo caso quello della gara di Roma contro la Cisco, durante la quale la Nocerina era stata capace di passare in vantaggio, ma anche di beccare due gol in contropiede negli ultimi quattro minuti di gioco, pur essendo in superiorità dopo l’espulsione di Cerchia. Assurdo. Come gli errori commessi ieri dal giovane Di Martino, sfruttati a dovere da un’Igea Virtus imbottita di giovanissimi, ma capace di dettare lezioni di tattica grazie agli insegnamenti del “vecchio volpone” Ammirata. Mente sgombra da ogni preoccupazione, massima lucidità e gioco rapido verso la porta avversaria. E meno male che erano i siciliani a dover fare i conti con le pressioni dovute alla classifica! E lucido, forse, non è stato nemmeno Roberto Chiancone, che da mesi va predicando che la sua squadra «non ha carattere», ma che poi mette ugualmente in campo calciatori che danno chiara l’impressione di “soffrire” l’importanza della partita. Di Martino regala due veri e propri assist agli attaccanti ospiti; Bruno in campo non riesce a mettere ordine alla manovra; Ramora si incaponisce nei suoi soliti dribbling, finendo per diventare prevedibile agli occhi del suo marcatore Tondo. L’Igea va a nozze, brava a sfruttare velocità ed astuzia in contropiede. Alla prima azione degna di nota, minuto numero 24, Di Martino sbaglia il controllo e serve il giovane Ricciardo (classe ’86), che ringrazia infilando il momentaneo 0-1. Quattro minuti dopo il palo nega la gioia del gol a Bonaffini, prima del risveglio rossonero: Mazzeo manda di poco a lato al 35’; Greco manca di un soffio il tap-in vincente del suo compagno di reparto al 44’; Leacche inaugura la serie di interventi decisivi al 46’, su incornata ancora di Mazzeo. Ti aspetti la Nocerina nella ripresa, ma Di Martino confeziona il regalo-bis al 13’, con Frisenda ad apporre il sigillo dello 0-2. Nocerina tramortita. Si fa male Marcuz (distrazione al collaterale del ginocchio destro, ndr), ci si attende il passaggio al 3-4-3, ma inspiegabilmente entra Bagnara (terza sostituzione), costretto negli ultimi secondi a fare addirittura il centravanti. Mah! Intorno alla mezz’ora il momento clou dei molossi. Prima Di Martino cicca malamente da pochi passi (28’), poi uno show di Leacche al 30’: su punizione di Mazzeo manda la palla ad incocciare sulla traversa, si rialza e, a corpo morto, impedisce miracolosamente il tap-in di Greco da pochi centimetri. A chiudere, devia in corner una sventola di Mazzeo. Il gol arriva al 37’ su punizione di Ramora, ma l’arrembaggio rossonero non porta al pari nemmeno quando Schettino, in proiezione offensiva, sfiora il gol di testa su tiro franco ancora di Ramora. Finisce, come detto, con gli applausi per l’Igea Virtus e una “grandine” di improperi dei sostenitori di casa per Chiancone, che “risponde” con alcuni gesti che, probabilmente, sanciscono di fatto la fine del rapporto tra il tecnico e la tifoseria rossonera.

   

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