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Tredici anni dopo la zampata del condor Agostini, il Napoli torna a battere il Milan. Lo fa in grande stile, umiliando i campioni d’Europa e frustrando le speranze dei rossoneri di centrare la qualificazione in Champions. Un epilogo incredibile, che aggiunge un’altra perla ad una stagione strepitosa. Squadre in campo con le formazioni annunciate. Nel Milan, in attacco c’è il solo Indaghi, appoggiato da Seedorf e Kakà, mentre a centrocampo c’è Brocchi al posto dello squalificato Pirlo. Sulla sponda azzurra, Reja concede a Sosa il saluto del San Paolo, regalandogli una maglia da titolare accanto a Lavezzi in prima linea. Pazienza e Contini rilevano gli squalificati Blasi e Santacroce. Il Napoli parte subito fortissimo. Gli azzurri mettono subito alle strette i campioni del mondo andando vicinissimi al vantaggio nel primo quarto d’ora in due circostanze. Prima con uno spunto di La vezzi, che brucia Nesta, ma trova Kalac sulla sua strada, poi con Sosa che spedisce fuori un sinistro al volo da buona posizione. Il Milan fatica a creare gioco. Ancora il Pocho al 25’ è bravissimo a liberarsi di Ambrosiani, ma la sua conclusione termina alta. Davvero un bel Napoli, al cospetto dei campioni di Ancelotti. Il Milan si fa vivo solo al 30’ su una conclusione di Gattuso deviata da Contini, finita fuori di poco. Il meritato vantaggio arriva al 35’, quando una palla persa da Gattuso, fa partire Hamsik. Una progressione impressionante quella dello slovacco, fino all’area avversaria, dove dribbla Kaladze e batte Kalac. Esplode il San Paolo. Una prestazione del genere esalta i 70000 accorsi nel grande impianto di Fuorigrotta. Al 40’ Gattuso prova a farsi perdonare l’errore costato il gol, ma la sua conclusione viene magistralmente messa in corner da Navarro. Il portiere argentino risponde presente anche in pieno recupero su conclusione dal limite di Kakà. La prima frazione termina qui. Nella ripresa, Ancelotti inserisce subito Pato al posto di Brocchi. Il Milan prova a scuotersi dopo un primo tempo incolore. Kakà al 6’ sfrutta un buco di Domizzi, ma tutto solo davanti a Navarro spara incredibilmente alle stelle. Il tecnico rossonero prova a rischiare qualcosa, inserendo pure Jankulovski (15’) al posto di Favalli. A spaventare il Milan però, ci pensa Kalac, quando al 16’ non trattiene una conclusione di Gargano, su cui si fionda Sosa, ma è un pugno dello stesso portiere australiano a sventare l’intervento del Pampa. Cinque minuti dopo, Hamsik trova Lavezzi nel corridoio, il Pocho brucia ancora una volta Nesta che lo stende: calcio di rigore. Dal dischetto Domizzi spiazza Kalac, mandando in visibilio il pubblico. Ancelotti rischia il tutto per tutto inserendo Serginho al posto di Gattuso. Dal Franchi arriva la notizia tanto temuta dai rossoneri, La Fiorentina passa in vantaggio sul Parma ed in campo sale la tensione. Si scatena una gazzarra che Farina a stento riesce a contenere. Reja toglie Mannini, entra Garics. Il Milan ci prova con la forza della disperazione. Occorrerebbero tre gol in pochi minuti. Pato, smarcato da una gran palla di Kakà, spara alle stelle a pochi passi dalla porta, spegnendo le residue speranze dei rossoneri. Reja inserisce pure Bogliacino al posto di Lavezzi e l’uruguaiano allo scadere centra in pieno il palo alla destra di Kalac. Lo imita Hamsik un minuto dopo, che centra l’incrocio prima di lasciare il campo a Montervino. C’è tempo per il tris di Garics proprio su cross dell’ultimo entrato, e per quello, platonico della bandiera di Seedorf su punizione. Il San Paolo porge il giusto tributo ai propri beniamini. Un’annata così è semplicemente da incorniciare.
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